Anonymous

Archivio Versioni

Da qui puoi sfogliare tutto l'archivio delle versioni. Se stai cercando una versione in particolare, forse ti servirà la funzione "Cerca". La barra qui sopra indica la tua posizione.

316 pag 456 - L'oratore deve saper commuovere


Questa versione è stata controllata da uno dei nostri utenti e reputata valida.

Est dispar ratio orationis, quae mentes iudicum permovet impellitque, ut aut oderint aut diligant aut invideant aut salvum velint aut metuant aut sperent aut cupiant aut abhorreant aut laetentur aut maereant aut misereantur aut poenire velint aut ad eos motus deducantur, si qui finitimi sunt et propinqui his ac talibus animi permotionibus. Atque illud optandum est oratori, ut aliquam permotionem animorum sua sponte ipsi adferant ad causam iudices ad id, quod utilitas oratoris feret, accommodatam; facilius est enim currentem, ut aiunt, incitare quam commovere languentem; sin id aut non erit aut erit obscurius, sicut medico diligenti, priusquam conetur aegro adhibere medicinam, non solum morbus eius, cui mederi volet, sed etiam consuetudo valentis et natura corporis cognoscenda est, sic equidem cum adgredior in ancipiti causa et gravi ad animos iudicum pertractandos, omni mente in ea cogitatione curaque versor, ut odorer, quam sagacissime possim, quid sentiant, quid existiment, quid exspectent, quid velint, quo deduci oratione facillime posse videantur.

C'è un diverso genere di eloquenza, che stimola le menti e induce al giudizio, affinché o odino o amino, o si maldispongano o lo vogliano salvo, o temano o sperino o desiderino o rifiutino, o si rallegrino o si rattristino o abbiano compassione o vogliano punire o siano presi da quei moti dell'animo che sono simili a questi e vicini a tali sentimenti. E l'oratore deve optare per quello, perché i giudici portino loro stessi di propria volontà alla causa un qualche moto dell'animo, in modo che sia fatto l'utile dell'oratore. È più facile infatti, come dicono, incitare un corridore piuttosto che commuovere un malinconico. Se poi ciò non sarà, o sarà più dissimulato, così come il medico diligente, prima di tentare di sperimentare sul malato, deve conoscere non solo morbo di colui che vuol curare, ma anche le abitudini di quando stava bene e la natura del corpo, così, allo stesso modo, io, quando mi avvicino ad una causa ambigua e la giudico pesante per l'animo da esaminare, con tutta la mente concentro l'attenzione in quella riflessione, per fiutare quanto più abilmente possa cosa sentano, cosa ritengano, cosa si aspettino, cosa vogliano affinchè sembrino poter essere più facilmente indotti dal mio discorso.

Dettagli

Autore:Cicerone
Opera:De Oratore
Libro:Dalla Sintassi al Testo - Il Latino per il Triennio
Caricata da:Lizard (27/3/08 17:53)
Modificata da:Lizard (16/5/08 22:12)
Confermata da:nessis
Opera 9.5 - beautifully engineered